Rifugio Pagarì – Monte Clapier, 2° Giorno – VALLE GESSO

Accesso: Valle Gesso-San Giacomo d’Entraque

Partenza: Rifugio Pagarì

Tempo di salita: 3/3,5 ore (se si parte da San Giacomo 7 /7,5 ore circa)

Dislivello: 800mt

Distanza: 7,5 km

Escursione facente parte della due giorni in valle Gesso, 1°giorno comprendente San giacomo-Vallone Pantacrèus-lago Bianco dei Gelas-Passo sopr.Muraion-Rifugio Pagari.

L’alba del rifugio Pagarì

alba al rifugio Pagarì, sullo sfondo la Maledia
alba al rifugio Pagarì, sullo sfondo la Maledia

non si può assolutamente perdere, quando i primi raggi del sole illuminano le pareti verticali della Maledia: si può solo stare in silenzio davanti a questo magnifico spettacolo!

Dopo una sostanziosa colazione (imperdibile pure quella) si parte: lasciato il rifugio seguiamo la traccia a sinistra che si inoltra fra gli enormi massi della conca glaciale ai piedi della Maledia,

impervia conca glaciale ai piedi della Maledia
impervia conca glaciale ai piedi della Maledia

stando a Nord-Est della sua verticale parete, in direzione Passo di Pagarì (2819m.) raggiungibile in circa mezz’ ora.

Tale passo, spartiaque fra Italia e Francia,valli Gesso e Gordolasque, è un punto molto panoramico

Passo di Pagarì 2819 mt
Passo di Pagarì 2819 mt

e vale la pena di una piccola sosta. Successivamente si scende sul versante opposto, alla base della bastionata rocciosa che contiene il Lac Long e tenendo la destra, il sentiero serpeggia verso valle in una pietraia sospesa, perdendo circa 200mt di dislivello: siamo in territorio francese ora.

Al termine delle serpentine, a quota 2600 si raggiunge una conca detritica e abbandonanto a destra il sentiero che conduce al Refuge de Nice e Laghetti del Clapier poco distanti si svolta a sinistra.

Vallone di Gordolasque, lac du mont Clapier e sullo sfondo il Refuge Nice
Vallone di Gordolasque, lac du mont Clapier e sullo sfondo il Refuge Nice

Attenzione: qui ci sono poche tracce e alcuni “ometti”, prestare molta attenzione a seguire quelli giusti.

Dietro un enorme masso c’è pure un cartello indicatore (non facile da individuare!) ed alcuni “piccolissimi” segni rossi rotondi, sbiaditi dal tempo.

Con un lungo traverso si cerca di raggiungere la base del monte per poi trovare la via di salita

base del monte, si cerca di individuare ometti segnavia
base del monte, si cerca di individuare ometti segnavia

leggermente più tracciata dai frequenti passaggi di escursionisti.

Si superano facili roccette, residui di nevai, sfasciumi e zig-zagando si raggiunge la cresta: mi fermo un attimo per riprendere fiato ed ammirare alla mia sinistra la parete verticale della Maledia, magnifica!

La verticale Maledia
La verticale Maledia

Ormai sono quasi arrivata e in poco tempo raggiungo la cima coronata da una piccola croce e da un punto trigonometrico

Vetta e punto trigonometrico
Vetta e punto trigonometrico

Il panorama è splendido: di fronte vediamo la valle di salita da San Giacomo, il lago dell’Agnel, in lontananza spicca l’Argentera, a sinistra l’imponente parete della Maledia, i Gelas e, alle spalle, lontano, il Refuge de Nice sovrastato dai laghetti del Clapier,

Alla mia destra lo sguardo si perde nella lontana Valle delle Meraviglie, vedo il Bego, il Grand Cappellet e se ci fosse meno foschia probabilmente vedremmo anche il mare di Nizza!

Panorama verso la Valle delle Meraviglie
Panorama verso la Valle delle Meraviglie

Scendendo un piccolo tratto in questa direzione mi trovo di fronte a quel che ormai rimane del ghiacciaio del Clapier, ricoperto da terriccio e ghiaia.

Quel che rimane dell'antico ghiacciaio del Clapier
Quel che rimane dell’antico ghiacciaio del Clapier

Il rientro avviene per la via di andata, con una sosta al rifugio Pagarì ad assaporare la rinomata birra artigianale del gestore, per poi affrontare la lunga discesa verso San Giacomo di Entraque.

P.S: la traccia gps parte dal rifugio Pagari (A/R)

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Giusy Olivero
Informazioni su giusy olivero 9 Articoli
.....mi piace la natura.....in tutte le sue forme.....mi piace fotografarla.....

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