Rive Rosse Best of – MTB – Biella

Lunghezza: 24,5 km

Dislivello: 850m

Difficoltà: BC per le parti in salita, OC per le parti in discesa

Tempo percorrenza: 4 hrs con le dovute soste

 

Le temperature rigide e la neve a quote medie di questo inverno [2019, ndr] ci invogliano a percorrere una paio d’ ore di auto per giungere a Brusnengo (BI), luogo ideale di partenza per i numerosi trails della zona delle cosiddette “Rive Rosse”, luogo che sta consolidando la sua fama tra chi vuole divertirsi in sella alla propria mountain bike: un dedalo di single-tracks appositamente preparati da numerosi appassionati locali ci aspettano!

Opteremo per una selezione delle migliori discese, per un anello da mezza giornata.

Parcheggiata l’ auto nella piazza del mercato (fontanella a fondo piazzale), cominciamo a pedalare verso Via Giuseppe Garibaldi e successivamente Via Forte: in breve usciamo dal paese e attraversiamo le borgate Passeri, Lera, Bocchietti e Gorza.

Alla fine di quest’ ultima, in prossimità di una palina, comincia la strada sterrata, tra alcuni vigneti: oggi, infatti, ci ritroveremo a pedalare in zone geologicamente diversissime tra loro e separate da diversi saliscendi.

Inizio-sterrato
Inizio-sterrato

La via aumenta di pendenza man mano e, tenuta la sinistra ad un bivio, superando alcune dure rampe giungiamo infine al piccolo Santuario di Madonna degli Angeli.

Santuario-Madonna-Angeli
Santuario-Madonna-Angeli

Imbocchiamo il sentiero dietro l’ edificio (tacca blu): la prima discesa di oggi, detta “Via dei Pini” e segnalata come XC, è un divertentissimo single-track veloce, liscio e “tuttocurve”, con alcune brevi risalite… insomma, si comincia ottimamente!

Via-dei-pini
Via-dei-pini

Lo sterrato successivo, nuovamente in salita, ci porta in prossimità del Monte Cicogna: siamo solamente a 400 mslm e le temperature miti dovute alla scarsa altitudine e alla vicinanza alla zona dei grandi laghi ci fanno capire appieno il perché tutta la zona sia sgombra da neve e praticamente sempre pedalabile tutto l’ inverno.

Intanto, il colore della terra comincia a variare man mano, divenendo di un tenue rossiccio, mentre il panorama si allarga.

Terreno-rossiccio
Terreno-rossiccio

Giungiamo in prossimità di una panchina in legno con palina in ferro “Rive Rosse” (ne ritroveremo altre più avanti) e ci apprestiamo a percorrere il tratto più suggestivo.

Inizio-zona-salti
Inizio-zona-salti

Prendiamo a destra (imbocco dietro alla panchina) e ci ritroviamo in una zona dall’ aspetto marziano: tutt’ intorno pietre e rocce questa volta di colore rosso vivo, derivato da un insieme di pietre granitiche e colate di lava: che spettacolo!

Zona-dei-salti
Zona-dei-salti

Ma la cosa ancor più divertente sono gli innumerevoli sentieri flow e toboga in questo tratto, chiamato “Zona dei Salti”: lasciamo correre le nostre mtb (attenzione ad un passaggio esposto e in contropendenza) e, seguendo la traccia gpx, terminiamo questa zona assolutamente fuori dal comune a livello di divertimento e appagamento per gli occhi.

Spondato-e-flow
Spondato-e-flow

Giunti alla borgata San Giorgio, che sfioriamo solamente per virare a sinistra, l’ambiente circostante torna nuovamente ad avere l’aspetto del classico sottobosco e pedalando in salita in breve arriviamo ai ruderi di quella che fu la Chiesa di San Fabiano.

Borgata-San-Giorgio
Borgata-San-Giorgio

Proseguiamo a sinistra in falsopiano e attraversiamo nuovamente una bella zona di vigneti: riprendiamo quota e, come già accaduto prima, i panorami si allargano e il terreno torna ad essere rossiccio.

Vigneti
Vigneti

Dopo un breve tratto da fare con bici a fianco, arriviamo alla Cima Terla (436 mslm) dove è presente un punto panoramico per ammirare le montagne vicine e il bel Lago di Ravasanella. Ecco un punto ideale per una pausa.

Lago-Ravasanella
Lago-Ravasanella

Torniamo sui nostra passi per 150m circa e imbocchiamo il sentiero incrociata poco prima in salita: questa discesa, soprannominata “La Pignola” ed “M48”, si trova in una zona più umida e splendidamente “lavorata” con sponde, alcuni salti evitabili e alcuni ripidoni sempre ottimamente gestibili.

Sbuchiamo presso una piccola cappella, l’oratorio di San Carlo Borromeo.

Cappella-Oratorio-San-Carlo-Borromeo
Cappella-Oratorio-San-Carlo-Borromeo

Da questo punto torniamo a pedalare su asfalto, in salita, fino a Vergnago, dove la strada torna sterrata (palina San Martino): il breve single-track successivo ci deposita a Curino, minuscolo Comune.

Imbocchiamo nuovamente l’ asfalto a fianco del Municipio, dritti in salita, direzione Perotti: torniamo su sterrata, in progressiva salita. Presso Gropalto una palina indica che ci stiamo dirigendo verso il famoso tratto detto “M41”, cui arriveremo dopo un’ultima salita in parte asfaltata, dopo le borgate Livera e Bioletto.

Gropalto
Gropalto

Giungiamo ad un colletto dove la sterrata lascia spazio ad un single-track: imbocchiamo l’ultima discesa di oggi, per nulla banale.

Dopo un primo tratto molto scassato e ripido, la discesa diventa leggermente più facile ma sempre caratterizzata da bassa vegetazione, canaline molto ben evitabili, pendenza accentuata e curve spondate, soprattutto nella parte finale.

Discesa M41
Discesa M41

La scelta di imboccare solo nella seconda parte questo sentiero, nasce dal voler evitare la parte iniziale più rocciosa ed estrema (si imbocca da altitudine maggiore e con deviazione), per invece godere della parte più flow e veloce, anche se impegnativa: qui ognuno misurerà veramente le proprie capacità di guida.

Ululanti di gioia e carichi di adrenalina, eccoci infine al grande Invaso dell’Ostola: foto di rito nel punto più panoramico e via!

Invaso-Ostola
Invaso-Ostola

L’ultimo tratto dell’anello attraversa in piano il fresco e umido Parco Arcobaleno: curiosa la riproduzione in legno delle 3 piramidi (Giza?) realizzata nei pressi di un zona prativa. Si giunge su asfalto, che in breve, anche con un po’ di salita, ci rideposita alle auto.

Siamo veramente soddisfatti per aver visitato una zona geologicamente particolarissima, misto di collina e bassa montagna, unita dalle spettacolari zone di terra rossastra, ma soprattutto un enorme territorio valorizzato da numerosi trails enduro mai troppo difficili e ottimamente mantenuti, che non hanno nulla da invidiare a zone ben più blasonate: un ringraziamento va anche ai ragazzi di MTB Tour Academy, conosciuti lungo il percorso, il cui contributo al successo di questo progetto outdoor è sicuramente fondamentale.

Dato il dedalo di sentieri, la loro difficoltà e l’ampiezza della zona, si raccomanda l’uso del file gpx oppure… potete chiedere ai ragazzi sopracitati di farvi accompagnare!

 

Marco Revelli
Informazioni su Marco Revelli 69 Articoli
Caporedattore Nakture, Accompagnatore Cicloturistico per la Regione Piemonte, sposato con Elena e padre di Lorenzo e Letizia, amo l' outdoor e la montagna.