Sperone Gioele, Catena delle Guide – VALLE GESSO

Nel nostro proposito di passare due giorni nel cuore delle Alpi Marittime, io ed il mio socio Tomasz ci ritroviamo a salire un sabato mattina di settembre verso il Rifugio Bozano, ai piedi del Corno Stella. Per lui è la prima volta in questi luoghi. Ho preparato un piccolo ventaglio di proposte prima della partenza, che decidiamo di valutare arrivati sul posto. La nostra scelta cade sulla via che in fondo avevo sperato, lo Sperone Gioele: chiodata nel luglio 2017 con fix a distanze ravvicinate per renderla volutamente accessibile e apprezzabile anche da chi si cimenta con le sue prime esperienze di vie in montagna, è stata realizzata in ricordo del giovane alpinista Gioele Dutto, precocemente venuto a mancare a seguito di un incidente sulla parete nord del Monviso nel maggio 2016.

Conclusa la via, una targhetta recita questi versi in latino del poeta Marziale, dagli Epigrammi (I secolo d.C): Mollia non rigidus caespes tegat ossa nec illi, terra, gravis fueris: non fuit illa tibi: “E le tenere ossa non ricopra dura la zolla: a lei così ti prego,terra, com’ella lo fu a te, d’esser leggera.” Nei versi il poeta si riferisce alla morte prematura di una bimba di sei anni e con la delicatezza delle sue parole è certamente presente tuttora nel nostro immaginario spesso ignaro dell’origine antica della formulazione di questi pensieri che ancora oggi rivolgiamo ai nostri cari scomparsi.

Per me è difficile descrivere i pensieri che hanno attraversato la mia mente trascendendo la scalata: pur non avendo conosciuto quel ragazzo non posso rimanere indifferente nel percorrere una via dedicata a qualcuno che praticamente mio coetaneo condivideva questa grande passione per la montagna, tantomeno – così ha voluto il caso – nello scambiare qualche composta parola con altri alpinisti incontrati sulla via – uno di loro un soccorritore in quel maggio. Mi piace pensare che oltre questa vita mortale ci sia concesso di vagare finalmente liberi e leggeri per i posti che tanto amammo.

Cercherò ora di descrivere questa via, sperando di fare cosa utile a chi voglia ripeterla.

Punto di partenza: Terme di Valdieri (CN)

Materiale: mezze corde da 60m (può bastare una singola da 70m) e normale dotazione per vie multipitch (si consigliano 15 rinvii)

Tipo di via: via moderna attrezzata con spit

Rifugio Bozano
Rifugio Bozano

Avvicinamento: lasciata l’automobile nei pressi del Gias delle Mosche (1591m), nel parcheggio dove è presente un cartello che presente il rifugio. Sulla sinistra si reperisce l’inizio del sentiero (cartello con indicazioni), che si svolge dapprima nel bosco, per poi aprirsi nel vallone sovrastante e infine risalire verso il rifugio Bozano (2450m), che si raggiunge con tempi di percorrenza che possono variare dalle 2 ore alle 2.30/3 a seconda del passo.

Sperone Gioele

Difficoltà: D+ (max 6a)

Lunghezza: 200m

Attacco: dal rifugio Bozano si risale la pietraia sotto la Punta Plent, trovando anche qualche traccia di sentiero che conduce alla base di un canale: sulle rocce alla sua destra di trova l’attacco della via (placchetta metallica in loco, primo spit visibile).

Salendo verso l'attacco, vicino alla base della Punta Plent
Salendo verso l’attacco, vicino alla base della Punta Plent

L1: si sale verso il primo spit su facili rocce, traversando poi verso sinistra seguendo la chiodatura ravvicinata, fino a portarsi alla base di un ripido e liscio saltino; 25m, III

L2: si supera con decisione il primo salto verticale, continuando per rocce più generose fino alla sosta abbastanza aerea; 30m, 6a

Su L2, in uscita dal passo chiave
Su L2, in uscita dal passo chiave

L3: si sale su rocce compatte, con lieve flessione verso destra, per poi tornare praticamente sulla verticale della sosta precedente, su un comodo ballatoio leggermente inclinato; 25m, 5b

Su L3
Su L3

L4: si parte seguendo un diedrino inclinato e poi per facili rocce fino alla sosta alla base di un muretto 25m, IV-III

L5: si supera il muretto e poi si continua per placche fino alla sosta; 25m, 4c

L6: dalla sosta si traversa orizzontalmente verso sinistra, si scende di un paio di metri per poi risalire sulle placche in fronte, che si risalgono direttamente fino alla sosta su nei pressi di uno spigolino; ignorare la deviazione verso destra, tenere invece la sinistra; 30m, III, 5b

Le placche del penultimo tiro
Le placche del penultimo tiro

L7: risalire le rocce sopra alla sosta, girando poi nell’aperto diedro inclinato verso destra che conduce alla sosta, in prossimità delle cima dello sperone (targhetta) tra la Punta Bifida e la Forcella Piacenza; 20m, IV

Quasi all'ultima sosta
Quasi all’ultima sosta

Discesa: in corda doppia. Con la corda singola non saltare nessuna sosta. Con le mezze corde si raccomanda si non unire gli ultimi due tiri, fare quindi due calate fino a S5, da qui con altre due si arriva a terra (attenzione, possibilità di incastro corde sotto S5).

Veduta su Punta Plent dalla cima dello sperone.
Veduta su Punta Plent dalla cima dello sperone.
Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 49 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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