Sulle tracce dell’Itinerario Storico Colombiano GENOVA

 

Partenza Sori (GE) Arrivo Camogli (GE)

Magica Liguria: una carta topografica, dei segnavia ed ecco tracciato un interessante itinerario nell’entroterra.

Tutto inizia curiosando su Internet e trovando una bella carta in formato pdf denominata I Monti del Paradiso,scala 1:50.000, con tracciati, con tanto di segnavia, 166 Km di sentieri.

Riesco a trovare la mail del Cartografo che mi scrive che è in ristampa e non in vendita. Sempre su internet leggo che la cartina era esposta nel comune di Uscio. Ovviamente scrivo e vengo avvertito che è interessata la Pro loco, che, una volta raggiunta a mezzo mail, con grande gentilezza, me ne invia una delle ultime copie pagando a mezzo bonifico 7 euro compreso spedizione.

La cartina è decisamente bella, plastificata ed interessante. La apro sul tavolo e mi balza all’occhio un interessante itinerario che faccio e vi propongo.

Si parte da Sori. Appena usciti dalla stazione, ove si può anche parcheggiare, si attraversa l’Aurelia e per ripida salita si raggiunge dapprima Sant’Apollinare e quindi la Statua del Redentore realizzata nel 1902 abbattuta da un fulmine e ricostruita nel 1966. Impossibile non notarla per la sua imponenza. Si prosegue sempre in salita seguendo il segnavia contrassegnato da due strisce rosse per cresta fino a Case Cornua. Durante la salita è impossibile rimanere indifferenti al panorama sul Golfo Paradiso e tutta Genova con gli occhi che si spingono sino alle ciminiere di Vado Ligure a sinistra ed il promontorio di Portofino e Camogli alla nostra destra.

Giunti a Case Cornua ci attende la Cappelletta dedicata agli Alpini. Se non fosse per il mare di fronte a noi, la costruzione posta su di una collinetta ricorda un paesaggio alpino. Da qui abbandoniamo il sentiero e per un Km circa seguiamo l’asfalto con direzione Calcinara. Ad un certo punto apparirà alla nostra destra dell’Itinerario Storico Colombiano, ovvero il sentiero che collega Terrarossa di Moconesi a Genova Nervi, seguendo quello che fu storicamente il percorso seguito dalla famiglia Colombo, originaria della Fontanabuona. Il sentiero costato circa 200 milioni della lire di un tempo all’epoca delle Colombiane e inaugurato nel 1992, è ora un po’ trascurato ma le cui tracce, nel tratto che ci interessa, sono chiaramente visibili. Con questo sentiero giungiamo a Calcinara, che attraversiamo su sentiero sino a giungere a Colle Caprile.

Attraversiamo per 2 metri l’asfalto e riprendiamo il segnavia che ora si trasforma in due cerchi rossi. Sempre ben segnalati attraversiamo il passo del Monte Rosso dove troviamo alcune cave di ardesia oramai abbandonate, un carrello posato su monconi di rotaia e strumenti di una prima epoca pre-industriale. Le cave sono ben visibili ma bisogna prestare attenzione in quanto non protette ed in parte piene d’acqua. Giungiamo al passo dei Casetti.

Qui possiamo aggirare, secondo la cartina, la Colonia Arnaldi con il sentiero di destra ma il segnavia scende a destra ed ho preferito seguirlo. Giungiamo così alla colonia Arnaldi fondata da Carlo Arnaldi di Recco, seguace dei primi principi naturisti, all’ inizio del secolo.Oggi ci sono migliaia di persone che ogni anno si dirigono verso “questo posto da pellegrini”. Clientela d’ alto bordo: imprenditori, avvocati più o meno celebri, scrittori, giornalisti famosi, attori, uomini politici. Vi passarono, tra gli altri, Craxi e Spadolini, Umberto Eco, Virna Lisi e Marcello Mastroianni, Bud Spencer e Zeffirelli, l’ industriale della motocicletta Marco Benelli. La disciplina dicono sia rigorosa. Anzi, l’ autodisciplina. Ritengo sia così visto l’efficace motto “Aut disce aut discede” scolpito all’interno.”O impari o te ne vai”.

Colonia immersa nei pini in un falso gotico, che , a parte la descrizione ho attraversato indenne. Giungiamo per sentiero , appena usciti dalla colonia, al passo della Spinarola e quindi al passo del Gallo dominato dal Santuario di Caravaggio. Proseguendo giungiamo alla Chiesa Millenaria della Ruta e per stradine secondarie e vialetti arriviamo infine, dopo 22,37 km a Camogli.

A mio avviso, a parte la lunghezza, superata la parte iniziale il percorso procede senza brusche impennate.

Attraversa luoghi pittoreschi, le abbandonate cave di Marmo e la Colonia Arnaldi.

Acqua solo nei paesi.

Un ringraziamento alla Pro Loco di Uscio per la cartina.

 

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Genova
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Cappelleta-degli-Alpini
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Giovannino Giovine
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