Tour della Meja o Sentiero Gino Gertosio – Valle Maira

Località di partenza: Preit (grangia Selvest, 1666 mt)

Ascesa: 1196 mt

Distanza: 18,8 km

Data escursione: 2 giugno 2019

Ad anello: si

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano) EE (Escursionisti esperti) – Sentiero più difficile, con tratti a volte poco marcati e/o mal segnalati, con eventuali problemi di orientamento, pietraie e sfasciumi, terreni particolarmente accidentati, tempi di percorrenza oltre le 4 ore

GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) M – Itinerario con ciaspole – Terreno piano o in pendenza leggera, nessun pericolo di cadute. Sentiero ben sgombro.

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:

Da Dronero percorrere la val Maira fino a Ponte Marmora. Svoltare a sinistra, salire a Canosio, quindi a Preit . Proseguire sulla stretta strada asfaltata fino a giungere, dopo diversi chilometri, a un grande parcheggio sulla sinistra, poco sotto il colle del Preit.

NOTA PERSONALE:

Rocca la Meja 2831 mt è una montagna delle Alpi Cozie situata in alta valle Maira nel territorio del Comune di Canosio.

L’itinerario in questione, durante questa stagione, con il versante meridionale ancora molto innevato prevede un maggiore impegno e attenzione e soprattutto un buon allenamento. Valutare sempre le condizioni meteo ed il bollettino valanghe su www.arpa.piemonte.it , aggiornato quotidianamente.

Il nome, di origine occitana, può essere fatto risalire alla radice latina medianus. Il significato preciso è oggetto di discussione; secondo alcune fonti si riferisce alla posizione della montagna, che si eleva in posizione centrale rispetto al territorio circostante,mentre secondo Michelangelo Bruno il nome significa punta mediana, del mezzodì, e si riferirebbe al fatto che è esattamente a sud dell’abitato di Canosio.

fonte: Michelangelo Bruno “Alpi sudoccidentali – Viaggio tra immagini e nomi di luoghi. Gribaudo Editore 2006

ITINERARIO

Prima d’ora non avevo ancora organizzato il Tour della Meja e con l’occasione di una recente nevicata ho pensato bene di pianificare l’escursione proprio per ammirare lo splendido monte immerso nella neve, consapevole del fatto che non avrei potuto raggiungere la cima.

Lasciata l’auto alla grange Selvest 1666 mt iniziamo a percorrere il sentiero piacevolmente intrigati da questa spettacolare avventura intorno alla Meja.

Grangia Culausa 1932 mt - Versante ovest della Rocca la Meja
Grangia Culausa 1932 mt – Versante ovest della Rocca la Meja

Seguiamo quindi dapprima la sterrata e poi il sentiero, all’interno di un lariceto, che ci conduce alla panoramica grangia Culausa 1932 mt. Proseguiamo per il sentiero che ci permette di iniziare a scorgere i cuspidi della selvaggia parete ovest del complesso della Rocca la Meja.

Masso con lapide che ricorda la tragedia del 30 gennaio 1937
Masso con lapide che ricorda la tragedia del 30 gennaio 1937

Dopo circa 20 minuti incrociamo la palina per il lago Nero che lasciamo a sinistra e proseguiamo fino a raggiungere un grande masso con lapide che ricorda la tragedia in cui morirono 23 alpini della Borgata Dronero, il 30 gennaio 1937 a causa di una valanga.

Vasto altopiano della Gardetta
Vasto altopiano della Gardetta

Proseguendo , evitando alcune prime zone innevate, giungiamo ad un colletto che ci apre verso lo splendido altopiano della Gardetta.

Raggiriamo le pendici ovest della Meja verso sinistra e tra diversi sali e scendi raggiungiamo una vasta zona prativa che ci mantiene in quota, dalla quale iniziamo a scorgere l’imponenza della parete meridionale della Meja e in lontananza il colle d’Ancoccia completamente innevato.

In direzione verso il colle d'Ancoccia
In direzione verso il colle d’Ancoccia

Poco prima del Colle della Margherina 2420 mt, che lasciamo alla nostra destra, indossiamo le ciaspole e puntiamo verso il colle d’Ancoccia senza prima ammirare nuovamente il paesaggio alle nostre spalle che abbiamo appena superato.

In prossimità del laghetto della Meja
In prossimità del laghetto della Meja

Il paesaggio cambia completamente scenario e da un ambiente semi-estivo ci catapultiamo in un paesaggio quasi primaverile completamente innevato.

Proseguiamo verso il colle d’Ancoccia lasciando alla nostra sinistra la direzione per il colle della Meja, dal quale si potrebbe risalire alla cima tramite un sentiero dedicato ad esperti escursionisti. Giunti al colle , la cui palina risulta quasi completamente sommersa, decidiamo di tentare la risalita al Becco Nero che notiamo essere solo in parte innevato.

Superato un piccolo nevaio raggiungiamo con facilità la sommità del monte dal quale possiamo godere un meraviglioso panorama verso il laghetto e lo scorcio della Rocca la Meja con le pendici completamente innevate.

Panorama verso la Rocca la Meja dal Becco Nero
Panorama verso la Rocca la Meja dal Becco Nero

Proseguendo il nostro cammino ci affacciamo verso il colle di Valcavera e seguendo il sentiero che si mantiene in quota deviamo, verso sinistra, per raggiungere il colle del Mulo.

Appena giunti al colle del Mulo davanti ai nostri occhi si apre il versante meridionale del Becco Grande le cui pendici nonostante completamente innevate ci permettono di attraversarlo senza troppa difficoltà ma sempre con la giusta dose di attenzione e precauzione.

Versante settentrionale del Becco Grande
Versante settentrionale del Becco Grande

Non si riescono a descrivere con parole le sensazioni che si provano durante questi brevi ma intensi attimi colmi di emozione e solo l’intensità dell’impresa riesce a farci vivere questi momenti unici ed irripetibili in modo straordinario.

Versante innevato subito dopo il passo della Valletta
Versante innevato subito dopo il passo della Valletta

Dopo aver attraversato le pendici del Becco Grande proseguiamo risalendo lungo il sentiero, privo di neve che ci conduce verso il Passo della Valletta. Appena raggiunto il colle veniamo sorpresi da una straordinaria vallata innevata che da li a poco avremmo dovuto percorrere per completare l’anello e dalla visuale della zona nord di Rocca la Meja.

Versante nord di Rocca la Meja dal passo della Valletta
Versante nord di Rocca la Meja dal passo della Valletta

Iniziamo quindi una lunga discesa, su neve ancora compatta e facilmente percorribile, seguendo la dorsale principale per poter individuare il percorso da seguire che ovviamente non era evidenziato da nessun sentiero in quanto ricoperto dalla neve.

Lungo tratto in discesa
Lungo tratto in discesa

A fondo valle le condizioni meteo mutano la compattezza della neve rendendo molto più complicato e faticoso, pur indossando le ciaspole, il nostro cammino che comunque, dopo l’attraversamento delle prime zone boschive ci permette di raggiungere una grangia dove, dopo una breve pausa, tolte le ciaspole riprendiamo il cammino seguendo una sterrata, che tra gli ultimi cumuli di neve, ci conduce nuovamente alle nostre auto.

Esausti ed affaticati per la notevole impresa ripercorriamo mentalmente il nostro percorso del Tour della Meja suscitando in noi una meritata soddisfazione per la tenacia e caparbietà che ha contraddistinto la nostra avventura.

 

Massimo Frumento
Informazioni su massimo Frumento 42 Articoli
Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

Commenta per primo

Lascia un commento