Traversata Colle di Fenestrelle da San Giacomo di Entracque – VALLE GESSO

Località di partenza: San Giacomo d’Entracque in valle Gesso della Barra

Altitudine partenza: 1.213 metri

Lunghezza percorso: 19,50 km

Dislivello: 1365 mt

Ad anello: no (necessarie due auto per completare l’anello)

Difficoltà: E

Accesso in auto: da Borgo San Dalmazzo si segue la strada che porta in valle Gesso per giungere fino a Valdieri e poco prima di Entracque, svoltare a sinistra per superare il lago della Piastra e prendere la strada per il lago della Rovina (1535 mt) dove lasciamo la prima auto. Per completare l’anello infatti riprendiamo la strada appena percorsa e giunti al bivio svoltiamo a destra per raggiungere, in valle Gesso della Barra dopo diversi chilometri, San Giacomo d’Entracque dove lasciamo la seconda auto prima del ponte.

palina-a-San-Giacomo
palina-a-San-Giacomo

NOTA PERSONALE: percorso ad anello che non presenta alcun tipo di difficoltà e quindi adatto ad un camminatore medio allenato. In questo periodo (28 luglio 2018) il lago delle Fenestrelle risulta completamente asciutto , quindi per avere la possibilità di vedere il lago ancora colmo d’acqua si consiglia di fare questo percorso ad inizio stagione (metà giugno). Subito dopo il passo si evidenzia la presenza di un nevaio in piano che si attraversa senza alcun problema.

Una volta parcheggiata la seconda auto vicino al ponte di San Giacomo d’Entracque, ci prepariamo per iniziare la nostra traversata dalla Valle Gesso della Barra alla Valle della Rovina, all’interno del Parco naturale delle Alpi Marittime, collegando altresì il rifugio Soria-Ellena con il rifugio Gevona-Figari.

Imbocchiamo fin da subito la carrabile che sale nella faggeta

Valle-Gesso-della-Barra
Valle-Gesso-della-Barra

della valle della Barra coccolati da un’aria fresca e rigenerante, abbreviando il percorso seguendo alcune varianti in salita, raggiungendo quindi dopo alcuni tornanti, la palina che individua la Piazza dei Cannoni. Proseguiamo senza alcune difficoltà mantenendo un ritmo medio che non ci porta a stancarci ma anzi ad ammirare parte del panorama che si stava aprendo ai nostri occhi. Dopo una breve salita, dalla quale alle nostre spalle osserviamo la vallata appena percorsa, mentre dalla parte opposta iniziamo ad intravedere il rifugio Soria-Ellena sulla nostra sinistra.

Rifugio-Soria-Ellena-e-il-piano-del-Praiet
Rifugio-Soria-Ellena-e-il-piano-del-Praiet

Arrivati all’inizio del Piano del Praiet lasciamo alla nostra sinistra il rifugio e ci dirigiamo verso il colle delle Fenestrelle, che dista 1 ora e 45 minuti, come viene indicato dalla palina sul sentiero.

palina-per-il-colle-di-Fenestrelle
palina-per-il-colle-di-Fenestrelle

Iniziano una serie di lunghi tornanti che comunque rendono amabile e non impegnativa la salita appena intrapresa che ci porta verso il Gias Balmetta 2157 mt. Ogni tanto ci fermiamo per ammirare il panorama che comprende tra le altre cime, il maestoso Gelas 3143 mt verso sud, in direzione del Colle di Finestra 2686 mt.

Panorama-dalla-Punta-della-Rua-al-Monte-Gelas
Panorama-dalla-Punta-della-Rua-al-Monte-Gelas

Proseguiamo per colmare gli ultimi 300 metri di dislivello che ci separano dalla nostra meta. Prima raggiungiamo la sede del piccolo laghetto omonimo del colle che in questo periodo dell’anno risulta essere prosciugato,

Laghetto-di-Fenestrelle-privo-d-acqua
Laghetto-di-Fenestrelle-privo-d-acqua

per poi proseguire verso i resti di una struttura nei pressi della quale ci fermiamo a fare la consueta sosta per il pranzo.

Rudere-prima-del-passo-di-Fenestrelle
Rudere-prima-del-passo-di-Fenestrelle

Da qui possiamo ammirare nuovamente il versante appena lasciato ed intravedere quello che avremmo poi raggiunto, quello della Rovina.

Passo-delle-Fenestrelle-dietro-alle-mie-spalle
Passo-delle-Fenestrelle-dietro-alle-mie-spalle

A pochi metri il colle delle Fenestrelle ci attende e lo raggiungiamo appena terminati una serie di scatti ad un solitario stambecco che si aggira intorno a noi, quasi indifferente per la nostra presenza, dopo che altri escursionisti hanno lasciato questo luogo.

Uno-stambecco-solitario-e-curioso-al-passo-delle-Fenestrelle
Uno-stambecco-solitario-e-curioso-al-passo-delle-Fenestrelle

Attraversiamo quindi un breve pianoro ancora innevato che ci catapulta in un luogo straordinariamente panoramico, dal quale possiamo ammirare dal complesso dell’Argentera, il Bacino del Chiotas e altre cime verso l’Asta Soprana.

Lago-Brocan-e-Bacino-del-Chiotas
Lago-Brocan-e-Bacino-del-Chiotas

Inizia un sentiero con una media pendenza in discesa, agile e ben conservato, con alcuni tratti di neve molto compatta che ci permette agevolmente di attraversarli. Mano a mano che scendiamo, a parte qualche breve risalita, lo spettacolo che si manifesta davanti a noi è sempre più emozionante e coinvolgente. Scopriamo sempre di più, metro dopo metro, tra le altre il massiccio dell’Argentera 3297 mt, la cima di Nasta 3108 mt e la cima del Baus 3067 mt.

Mentre scendiamo di quota si scopre sempre di più il lago Brocan al di sopra del rifugio Genova- Figari, il quale si getta nel bacino del Chiotas, attraverso una piccola cascata.

Rifugio-Genova-Figari
Rifugio-Genova-Figari

Giunti al livello del Bacino del Chiotas non possiamo che contemplare lo spettacolare scenario che si presenta davanti ai nostri occhi per poi affiancare la diga e dirigerci verso il sentiero con destinazione lago della Rovina.

Possiamo ammettere che la soddisfazione fino a questo punto per noi è davvero elevata e anche se l’ultima parte del percorso non manifesta particolari alquanto suggestivi, il nostro livello di gratificazione rimane inalterato per il paesaggio in direzione della valle della Rovina e il suo lago omonimo.

Lago-della-Rovina
Lago-della-Rovina

Scegliamo di scendere lungo la ex-carrozzabile dell’Enel, oramai desueta e abbandonata, dove un cartello riporta di non scegliere questa via in caso di maltempo. Capiamo il motivo di questo avvertimento solo dopo aver percorso le prime centinaia di metri: la presenza di diverse frane che occupano parte del sentiero, causate sicuramente da cedimenti delle pareti rocciose instabili e soprattutto in continua evoluzione. Esiste un sentiero più breve, sempre dopo la diga come opzione ma risulta essere molto più pendente, e vista l’intenzione di non sollecitare le nostre ginocchia in modo eccessivo abbiamo optato per l’altra possibilità, anche se meno sicura.

Giungiamo quindi dopo una serie di tornanti al lago della Rovina dove ci riposiamo presso un chiostro installato proprio nei pressi del lago. Da li in breve tempo raggiungiamo la nostra prima auto parcheggiata in mattinata con la quale proseguiamo per raggiungere nuovamente la seconda auto parcheggiata a San Giacomo, da dove sinceramente soddisfatti per la nostra impresa ci dirigiamo verso casa.

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Massimo Frumento
Informazioni su massimo Frumento 42 Articoli
Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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