Traversata Sant’Anna di Valdieri – Sant’Anna di Vinadio – VALLI GESSO E STURA

Partenza: Sant’Anna di Valdieri (980 mt)
Quota massima: Colle Est della Paur (2980 mt)
Difficoltà: EE
Dislivello: ascesa 3005 mt – discesa 2000 mt
Distanza: 38 Km

Note tecniche: trekking che, considerata la distanza da percorre ed il dislivello da affrontare, richiede un buon livello di allenamento. E’ necessario avere lasciato un’ auto a S. Anna di Vinadio o contare su qualche conoscente per il rientro.

Punto di Partenza: da Cuneo dirigersi verso Valdieri e raggiungere la frazione di Sant’Anna di Valdieri

Ed eccoci qui pronti per un’altra sfida!

Ore 3:45: siamo a Sant’Anna di Valdieri.

Qualche goccia inizia a scendere sul nostro capo. “Non è possibile!” dico tra me e me, considerata la sfacchinata del giorno prima nella quale avevamo portato un’auto a Sant’Anna di Vinadio per poi percorrere una cinquantina di chilometri in bici ed andare a recuperare un’altra auto!

Non ci lasciamo intimorire da quelle quattro gocce e dai lampi che squarciano il nero cielo e ci avviamo per la stradina che conduce al Rifugio Livio Bianco.

Superiamo le ultime case e ci addentriamo nel bosco con le nostre frontali accese. Solo il suono del Rio del Meris ci accompagna incessantemente. Raggiungiamo l’ampio pianoro detto Gias del Prato e successivamente il Gias del Chiot della Sella.

il-primo-chiarore-percorrendo-il-sentiero
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I nostri occhi, visto le poche ore di sonno e la scarsa visibilità, tendono a chiudersi, ma noi imperterriti cerchiamo di tenerli aperti. E’ una vera lotta, ma teniamo duro.

Più avanti vediamo la cascata formata dall’emissario del Lago Sottano del Sella (1862 mt) e poco dopo giungiamo al bivio: a sinistra il sentiero condurrebbe al Rifugio Livio Bianco e sono tentata di andare a salutare il mio amico Livio, a destra si prosegue per il Lago Soprano del Sella (segnavia N25) ed è qui, che noi siamo diretti.

segnavia-dal-cascata-prima-del-Lago-Soprano-del-Sella
segnavia-dal-cascata-prima-del-Lago-Soprano-del-Sella

Saliamo lungo il pendio detritico, raggiungiamo il Lago Mediano del Sella e poi nei pressi di un’altra cascata ci troviamo nuovamente di fronte ad un bivio: proseguiamo sulla destra (N25).

Nel frattempo i lampi sono scomparsi ed il cielo inizia a schiarirsi per cui spegniamo le luci artificiali ed arriviamo al Lago Soprano del Sella (2329 mt). Non è la prima volta che lo vedo, però la sua grandezza e le montagne intorno riescono ancora a stupirmi. Nel lago si rispecchiano i monti circostanti ed i loro colori: il rossastro delle rocce, il bianco di alcune lingue di neve ed il verde della vegetazione.

le-montagne-si-specchiano
le-montagne-si-specchiano

Il sentiero prosegue sulla destra in un vallone laterale. Costeggiamo un laghetto ed arriviamo ad un ometto in pietra, che si trova poco prima del Colle della Valletta (2488 mt).

Verso-il-colle-della-Valletta
Verso-il-colle-della-Valletta

Dal colle possiamo ammirare dietro di noi, oltre al lago sopracitato, anche il Monte Matto, mentre davanti scorgiamo il Lago Soprano della Valletta e la Valle Stura.

Il-Matto-ed-il-Lago-Soprano-del-Sella-dal-Colle-della-Valletta
Il-Matto-ed-il-Lago-Soprano-del-Sella-dal-Colle-della-Valletta

A questo punto svoltiamo verso sinistra , direzione Colle Est della Paur. Proseguiamo su un sentiero militare ancora in ottimo stato e raggiungiamo un luogo particolarissimo, ricco di laghetti.

Qui non ero mai stata ed i miei occhi cercano di fotografare mentalmente il più possibile ogni angolo di quell’ambiente. In questo posto le rocce si presentano rossastre in quanto cariche di ossidi di ferro. Meglio non trovarsi in zona in caso di temporale!

i-numerosi-laghetti
i-numerosi-laghetti

Ogni volta che volgo lo sguardo, scopro un altro laghetto: meraviglioso. La mulattiera prosegue fino a quando ci si trova davanti ad un grosso ammasso di rocce. Le superiamo e proseguiamo tenendoci sulla sinistra (tacche bianche/rosse). Successivamente ci troviamo di fronte ad un nevaio. Lo oltrepassiamo tenendoci sulla sinistra in modo da non dover indossare i ramponi e nello stesso tempo non rischiare di scivolare se non li calziamo.

laghetti-dopo-il-colle-della-Valletta
laghetti-dopo-il-colle-della-Valletta

Raggiungiamo così il Colle Est (2890 mt) e davanti a noi ecco la Rocca della Paur (2972 mt) . Per un attimo il mio pensiero è raggiungere quella vetta, percorrendo quegli ultimi 80 mt di dislivello, ma poi pensando a quello che devo ancor affrontare decido che è meglio affrettarsi e proseguire. Siamo a 1950 mt di dislivello ma a soli 13 km percorsi.

Scendiamo in una pietraia, dove è meglio prestare molta attenzione, in quanto le rocce sotto i nostri piedi, si muovono parecchio, in direzione Laghi della Valrossa. Al fondo della Valle seguiamo al segnavia: il sentiero N23 Laghi di Valscura.

Nuovamente ci accoglie una strada lastricata. Da quassù scorgiamo il Rifugio Valasco. Proseguiamo e raggiungiamo alcune casermette e, poco dopo, il Lago Inferiore di Valscura (2274 mt).

sentiero-Militare
sentiero-Militare

A questo punto ho come un flash  e mi torna in mente che qui ci ero già stata, proprio per andare a Sant’Anna di Vinadio l’anno scorso, ma partendo della Terme di Valdieri.

Da qui seguiamo il sentiero N24/Gta verso la Bassa del Drous. Superiamo la Caserma Massimo Longà e la conca detritica dove sono presenti i 4 Laghi superiori di Valscura, uno dei quali è ancora parzialmente gelato.

Trascuriamo il bivio per la Bassa della Lausa che si stacca a sinistra ed in breve raggiungiamo la Bassa del Drous (2628 mt). Per fortuna raggiungiamo la quota 2628 mt in metà del tempo indicato dai segnavia.

S.Anna di Vinadio, però, è ancora lontana.

Scendiamo il pendio spostandoci verso sinistra e poi sempre seguendo il sentiero tagliamo verso destra passando accanto al Lago Superiore di Terra Rossa; successivamente proseguiamo oltre e, incontrato un cartello, svoltiamo verso destra in direzione Passo del Lupo, dove scorgiamo un altro specchio d’acqua.

Con diversi tornanti raggiungiamo il passo a 2693 mt e da qui sopra riusciamo ad individuare anche il rifugio Malinvern. Avanziamo sul sentiero tra la pietraia ed un nevaio, quando ad un tratto ecco che arriviamo alla salita più ripida di tutta l’escursione.

Stranamente le gambe non mi fanno male, ma le anche iniziano invece a farsi sentire. Procediamo a passo lento e raggiungiamo la sommità del pendio. La Cima della Lombarda è ancora oltre.

Mi concentro sui miei passi, stringo i denti e proseguo oltre fino ad arrivare in cima a quota 2801 mt dove è presente una grossa croce. Finalmente incontriamo un gruppo di persone con cui scambiare due chiacchiere. Sono tutti stupiti nel sapere che stiamo arrivando da S.Anna di Valdieri e che la nostra meta è ancora abbastanza lontana.

Ma un rumore, un tuono ci avvisa che sta per arrivare un temporale e che dobbiamo affrettarci. Dopo esserci fatti scattare qualche foto, salutiamo ed iniziamo la discesa seguendo gli ometti fino ad una croce. Da questo punto ci spostiamo verso destra sempre seguendo i segnavia verso il vallone dell’Orgials.

Perdiamo velocemente quota e raggiungiamo il Colle della Lombarda (2350 mt) . Da qui un cartello ci indica la direzione per Sant’Anna di Vinadio che a mio parere è ancora parecchio distante.

Intanto il cielo si fa sempre più scuro ed i tuoni rimbombano tra le montagne. Ci affrettiamo, nonostante le gambe siano ormai stanche. Superiamo diversi sali scendi, fino a quando finalmente scorgo tra le nuvole, ormai basse, il Santuario.

Santuario-Sant-Anna-di-Vinadio-
Santuario-Sant-Anna-di-Vinadio-

Dopo 11,5 ore siamo a Sant’Anna di Vinadio: il tempo di arrivare all’auto ed inizia a diluviare. Che fortuna!

Ora non ci resta che andare a recuperare l’auto a Sant’Anna di Valdieri.

Sono soddisfatta, un’altra gran bella escursione ed un nuovo obiettivo raggiunto!

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Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 49 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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