VEREZZI, antico Borgo Saraceno, SAVONA – LIGURIA

VEREZZI, antico Borgo Saraceno, SAVONA – LIGURIA

Verezzi: dalla torre un tempo si avvistavano pirati e predoni che infestavano la costa. Oggi, con gli stretti viottoli, le tipiche case mediterranee circondate da mandorli, carrubi e ulivi, rimane uno degli ultimi angoli incantati di Liguria.

Verezzi è la parte “alta” di Borgio, paese costiero con il quale fa Comune. Il centro abitato è composto da quattro borgate: Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa, situate nella parte superiore del Colle della Caprazoppa.

Verezzi è lì sopra, sulla sommità di un promontorio che dalla cittadina costiera di Borgio s’innalza, con una serie di tornanti a gomito, fino ad arrivare agli altri borghi di un entroterra così a portata di mano che la brevità del tragitto e il poco tempo che richiede per percorrerlo, annulla quasi la piacevole sorpresa delle bellezze naturali nelle quali ci si immerge; occorre una sosta, una pausa, per apprezzare la particolarità del territorio.

Antiche-strade-saracene
Antiche-strade-saracene

Borghi di montagna, il verde la nota dominante, con in più il profumo del mare, sempre visibile per lunghi tratti nel tragitto verso l’interno. I trascorsi di Verezzi sono indissolubilmente legati alle principali vicende e ai cambiamenti epocali vissuti da Genova e dalla Liguria.

Anticamente il complesso di borgate di Verezzi erano chiamate “Viretum”; superato il periodo delle invasioni saracene, nel 1385 ha luogo la cessione del borgo alla Repubblica di Genova da parte di Papa Urbano VI.
Tra il 1818 e il 1847 i due paesi appartengono alla provincia di Albenga, mentre tra il 1847 e il 1929 fanno capo a Genova. Nello stesso anno, ancora divisi, passano alla provincia di Savona, che è quella dalla quale dipendono ancora oggi.

Un-quadro-sul-mare
Un-quadro-sul-mare

Fino al 1933 Borgio e Verezzi erano ancora due comuni distinti, poi la storica unione in piena epoca fascista, durante il processo di accentramento e razionalizzazione amministrativa che ha coinvolto anche la Liguria e i suoi territori.
Un borgo di antiche pietre,passaggi stretti nel borgo antico.

Per molti Verezzi e questo primo entroterra ligure rappresentano un angolo di territorio ancora da scoprire compiutamente: la vegetazione, il clima, la fauna e gli itinerari naturalistici fanno da contorno alle stradine acciottolate del piccolo paese, l’una collegata all’altra, sino a giungere all’ultimo gruppetto di casupole che precedono l’arrivo alla Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Verezzi-scorcio2
Verezzi-scorcio2

La probabile fatica di una camminata quasi sempre in salita, è compensata dalle emozioni speciali che Verezzi è in grado di suscitare. Colpisce la struttura architettonica del borgo, con le sue case accostate le une alle altre, gli stretti passaggi e i ponticelli aerei gettati tra un edificio e l’altro: queste strutture, come in molti altri comuni della riviera ligure, sono state costruite per meglio difendersi dai numerosi e continui attacchi saraceni di un passato ormai lontano.

Verezzi-scorcio3
Verezzi-scorcio3

Verezzi promana un’atmosfera magica, suggestivamente “antica”, arricchita da un paesaggio infinito che si perde all’orizzonte, nella foschia pomeridiana, con lo sguardo che oscilla dalle colline circostanti alla piana costiera che si estende fino all’estremo lembo del golfo ligure di ponente. Le spiagge e il mare limpido risaltano, giù, a pochi chilometri, dando l’impressione inebriante di potervisi immergere con un gran tuffo. Il blu del mare, il verde dei campi e il bruno della pietra antica; sono davvero forti le sensazioni che le bellezze ambientali di Verezzi possono regalare, in quest’angolo di Liguria così ben preservato.

Verezzi-scorcio4
Verezzi-scorcio4

Arroccato sulla collina dell’Orera, il borgo “saraceno” si presenta come un armonioso insieme di quattro diverse borgate (Poggio, Piazza, Roccaro, Crosa), caratterizzate da costruzioni in pietra rosa incastonate in un panorama di roccia e di mare, e collegate da stretti carruggi, mulattiere e stradine – le crêuze – un tempo destinate ai muli e ai carri. Le case addossate l’una all’altra in un armonico disordine di volumi e di masse, sembrano una sola abitazione variamente articolata, che sorge dalla roccia come sua naturale prosecuzione. Questa architettura mediterranea è di chiara influenza arabo-islamica, anche se forse rimane una leggenda la fondazione di Verezzi da parte di pirati saraceni che, innamoratisi di questi luoghi, avrebbero abbandonato le loro scorrerie per ritirarsi a vivere sulla terraferma.

Le quattro borgate si distinguono soprattutto per i loro tetti, a terrazza o a volta poco marcata. La struttura urbanistica è certamente medievale e nella pietra rimane ancora oggi il segno di una fatica vecchia di secoli, che si ritrova nei terrazzamenti – le “fasce” – per sfruttare la terra con colture a uliveto, a vigna e orti. Di pietra sono i muri delle case, i gradini davanti agli ingressi, i pittoreschi archi di collegamento tra abitazioni prospicienti, gli archivolti e i porticati ricavati a galleria sotto le case.

Di pietra sono i pluviali dei tetti e le caratteristiche lunette che sorreggono i pergolati, di pietra sono le scale consunte da secoli di transito, di pietra, infine, la pavimentazione delle mulattiere. E’ qui – sulle crêuza de mä (sentieri di mare) cantate da Fabrizio De Andrè – che si svela l’anima più vera della Liguria sopravvissuta alle speculazioni edilizie. E’ bello oggi passeggiare tra le borgate di Verezzi percorrendo le varie crêuze di collegamento. A Roccaro c’è da vedere la cappella settecentesca della Madonna Immacolata con altare e decorazioni di tipo barocco, unico edificio verezzino ad avere la copertura in ardesia. L’abitato di Poggio si sviluppa intorno alla torre secondo due linee ortogonali fra loro, e quello di Crosa è il più antico e il più interessante: sembra scolpito direttamente nella pietra e vi troviamo un sistema di grotte scavate nella collina e già abitate nel Paleolitico, nonché gli edifici religiosi di maggior rilievo. Sopra la borgata, nei pressi del Mulino Fenicio, su di uno sperone di roccia visibile da ogni parte di Verezzi si erge la Croce dei Santi alta 3,50 metri, in pietra di Verezzi. Collocata nel 1664 da alcuni frati Cappuccini di ritorno dalla Terra Santa, è oggi meta di pellegrinaggi religiosi legati alle apparizioni mariane.

Ma è la borgata Piazza la più nota. Perché qui, in questa meravigliosa finestra sul mare che è Piazza Sant’Agostino, con la sua chiesetta del XVII secolo (restaurata dopo le ferite della guerra), è nato il Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Ancora oggi, dal lontano 1967, nelle notti d’estate la piazzetta rappresenta lo splendido scenario naturale in cui si muovono gli attori, sotto il cielo stellato ritagliato dai tetti delle antiche costruzioni e, come quarta parete, alle spalle degli spettatori, il blu scuro del mare con le sue mille luci.

 

Per saperne di più, visita la pagina Facebook  Borghi Meravigliosi della Liguria, della Provenza e della Costa Azzurra.