Via dello Spigolo, Rocca di Perti, FINALE LIGURE

 

Nell’intento di trascorrere un paio di giorni di novembre a Finale Ligure senza nessuno scontentare, avevamo pensato di dedicare una mattina ad una via tra le più vecchie della zona, la via dello spigolo di Rocca di Perti, essendo anche di contenute difficoltà, rompendo così la tradizionale idea che abbina Finale ad un divertimento impossibile per chi non si muova almeno un po’ sul sesto grado. In verità con un po’ di accurata ricerca si trovano molte cose da fare e lo spigolo di Perti può certamente rientrare tra di esse. Può essere un’ottima occasione per piazzare da sé qualche protezione poiché la via è interamente da attrezzare, senza avere la preoccupazione di difficoltà sostenute; anche un buon posto per fare pratica con la progressione in conserva, o per accompagnare qualche amico alle sue prime esperienze (ricordando sempre che anche noi siamo passati di lì prima e qualcuno ci ha tenuti accanto a sé dedicandoci un po’ del suo tempo!).

Secondo me è un bellissimo itinerario storico da non mancare proprio per la sua storicità se si è almeno un po’ interessati a questo risvolto oltre che alla prestazione, alla bellezza della roccia e del paesaggio, alla conoscenza di un nuovo posto… E’ affascinante cercare di capire quale sia stato il percorso che ha portato a tutto ciò che oggi è possibile e che nemmeno tantissimi anni fa era ancora inimmaginabile. Indimenticabili i vecchi chiodi e i materiali di fattura artigianale che si possono osservare sulla via.

Purtroppo nei giorni della nostra prima visita il vento da nord era molto forte e così rimandammo la salita, dedicandoci a qualche falesia già conosciuta e all’esplorazione di nuovi posti al riparo dal vento e accarezzati dal tiepido sole. In dicembre siamo tornati e abbiamo percorso lo spigolo in gran velocità, ma assaporandolo metro dopo metro. Da qui speriamo di continuare l’esplorazione della zona e, trasferte permettendo, di poter presto tornare a ricalcare qualche altro itinerario storico di Finale.

La bellezza di un placido giorno d’inverno in quel di Perti

La via dello spigolo

Punto di partenza: Finalborgo (SV)

Materiale: sufficiente una corda singola da 50m, qualche rinvio, utili svariate fettucce per sfruttare le numerose clessidre, volendo qualche friend

Tipo di via: via storica, da attrezzare, presente qualche vecchio chiodo e un paio di soste

Esposizione: nord

Tipo di roccia: calcare

Difficoltà: PD+, un passaggio di IV, III obbl

Lunghezza: 170m

Apritori: una prima salita nota ad opera di sconosciuti si situerebbe intorno al 1928. Meglio nota la salita da parte di A.Grillo, A.Casula, M.Diracca nel 1970.

Come arrivare: si esce dall’autostrada al casello autostradale di Finale Ligure e si scende in direzione di Finalborgo fino ad una rotatoria (800m circa) e ad una seconda (1km circa) e da essa si svolta a sinistra in direzione di Calice Ligure. Si svolta a destra dopo circa 1,5km seguendo l’indicazione di un cartello per Perti Alto. Si segue la stradina che sale tra gli oliveti fino ad una piazza su cui si affaccia la Chiesa di S.Eusebio. Si supera la chiesa e si continua per la stretta strada, superando un gruppo di case sulla destra e inoltrandosi nel bosco fino alla fine della via, nei pressi dell’area di parcheggio “I Cianassi”.

Purtroppo questa zona è stata soggetta a furti e quindi si raccomanda di non lasciare oggetti di valore nell’automobile. A noi non è mai successo niente, ma qualche amico ha già avuto esperienze e anche sui libri e sulle guide viene fatta questa stessa raccomandazione.

Avvicinamento: dal parcheggio si imbocca un sentierino alle spalle della fontana e della piccola area attrezzata. Ve ne sono in verità due, uno più a sinistra che sale direttissimo verso l’attacco della prima via, proprio la via dello spigolo, mentre il sentiero marcato con tre punti pieni rossi parte poco più a destra e costeggia tutta la base dalla falesia e conduce anche alla cima della Rocca di Perti (lo si percorrerà in discesa). Se lo si sceglie anche per salire, nei pressi di un masso sul lato sinistro del sentiero, bisogna svoltare a destra e tenere ancora la destra fino ad arrivare in breve fuori dal bosco nei pressi dell’attacco. In ogni caso si raggiunge l’inizio della via in circa cinque minuti. Nome della via alla base su vernice bianca, ormai sbiadito ma facilmente riconoscibile.

Via: la via attacca su placche abbattute. Si può scegliere di percorrerla a tiri di corda piazzando qualche protezione nei tratti più ripidi, ma anche andare in conserva può essere una buona soluzione se si ha conoscenza di questa progressione. Provando a dividere la via in tiri questa potrebbe esserne una descrizione:

L1: si attaccano le placche lisce e abbattute con grossi buchi, si supera un saltino aggirandolo a destra o direttamente. 35m, II

L2: si prosegue per tracce sul lato sinistro dello spigolo, si supera un facile muretto. 35m, II

Sulle roccette precedenti alla fessura verticale di L4
Sulle roccette precedenti alla fessura verticale di L4

L3: si continua su facile terreno senza percorso obbligato (più facile tenendo la sinistra, più difficile seguendo il filo, ma molto carino). Si sosta alla base di un risalto verticale solcato da una evidente fessura (per esempio clessidra+friend). II, 30m

Queste lunghezze sono secondo me percorribili diversamente e del tutto liberamente, le possibilità di sostare sono numerose, sfruttando alberi e clessidre naturali. Non c’è niente di davvero obbligato. Da quasi subito si scorge la netta fessura che caratterizza lo spigolo e si sa che lì si deve puntare.

Sulle belle fessure di L4
Sulle belle fessure di L4

L4: si sale seguendo le belle fessure verticali (possibile protezione con friend medio), si entra in un diedro (clessidre) e si esce su comoda cengia, sosta con vecchie placchette e catena, storico anello saldato artigianale. III, 30m

L5: si prosegue su ripido muretto (possibile protezione con friend medio) e si continua seguendo la logicità dello spigolo. Possibile aggirare il primo muretto sul lato sinistro su cengia erbosa e roccette facili. Si raggiunge un terrazino comodo, possibile sosta su resinati. IV, 10m

Nella parte finale della via
Nella parte finale della via

L6: si prosegue per rocce articolate senza percorso obbligato fino alla fine dello spigolo. III, 30m

Ci si trova all’imbocco di un sentierino che si inoltra tra gli arbusti, lo si segue, non si può sbagliare. In breve esso conduce alla croce di vetta. L’ambiente è davvero ameno e ha un qualcosa di primordiale che dona quasi un senso di lontananza dalla civilizzazione, invero vicinissima: l’autostrada passa poco distante!

Incontro con capre selvatiche sul sentiero verso la cima
Incontro con capre selvatiche sul sentiero verso la cima

Discesa: dalla croce di vetta si segue il sentiero segnalato egregiamente con tacche bianche e rosse (palina) che in mezz’ora circa conduce al parcheggio “i Cianassi”, scendendo dapprima del bosco, incontrando poi una bellissima grotta sulla sinistra e costeggiando a poca distanza le pareti perdendo quota poco a poco.

La bellissima grotta lungo la discesa
La bellissima grotta lungo la discesa

 

Traccia avvicinamento alla falesia in auto e a piedi:

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Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 63 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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